Si riaccende la televisione a colori, forse. Dopo un’estate schifosa, in bianco e nero

2 set

rewatching_theoffice

Non so quale e quanta sia stata la platea televisiva di questa estate, in Italia.
Ogni tanto, per abitudine, ho preso in mano il telecomando. A canali unificati il tema è stato quello dei migranti ( la stampa, peggio ). Sul finire di agosto il migrante stupratore ha vinto su quello nullafacente, per chiudere la stagione.
La televisione, che ormai conta meno del telefonino, distilla un racconto altro da quello che mi è capitato di ascoltare e girare negli ultimi tre mesi.

In America sono andato solo per una settimana e ci tornerò in autunno.
Dopo i fatti di Charlottesville è partita la brocca del revisionismo storico che ha tirato giu’ anche Cristoforo Colombo. Non potendo per il momento tirare fuori dalla Casa Bianca il suo attuale inquilino si fa la guerra al passato non sapendo come farla al presente.
La televisione, come ci ha raccontato il New York Times, non è rimasta indifferente “all’umore del paese”.
Per quel poco che ho visto e continuo a vedere da lontano c’è pero’una complessità, ricchezza e pluralità di voci tali che il panorama non è quello nostro. Le nicchie, che non sono più tali, di Netflix, Amazon, Hulu ecc ( ma anche Vice ) hanno portato la televisione fuori dalla televisione riducendone da tempo il peso specifico.
Gli stessi conduttori, padroni di una volta, sono ampiamente ridimensionati.
La prossima sarà una stagione fondamentale per la televisione. Per capire se rimarrà solo lo sport in tv o varrà la pena vedere altro.

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