Morire di streaming

14 set

In America, guardo più basket che calcio. Tifo Knicks, la squadra di New York. Che va malissimo da anni.
Non mi perdo una partita. Al Madison o in televisione.
Leggo che lo streaming sta dando seri colpi agli ascolti di ESPN e MSG a cui sono abbonato, appunto per vedere i Knicks. Oltre tre punti di share in meno in un anno e perdita secca di fedeli.
La conta degli spettatori online è vitale per l’industria televisiva in generale ma soprattutto per lo sport, che vive di live e diritti venduti ai networks.
Il segmento demografico 18-49 anni è quello che più utilizza lo streaming ed è quello che determina il costo della pubblicità in tv.
La partita va oltre la sfida tra tv generaliste e non, come in Italia.
L’ascolto è uscito dalla televisione e il tentativo disperato è quello di tenerlo in piedi, vendendolo insieme a quello degli sdraiati sui divani.
È la sfida della contemporaneita’, per dirla con alcuni fresconi che fanno tv da noi e usano la parola magica ( contemporaneita’ ) senza sapere come declinarla. Come se bastasse un drone a capocchia.

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