Quel bravo figlio di Putin

6 ott

Oliver Stone ha girato bei film, a tesi, semplici, potenti.
È stato pluripremiato ( Oscar, Golden Globe, ecc. ).
Poi ha deciso di riscrivere la storia degli Stati Uniti. Con l’aiuto di un professore universitario. Showtime, la pay tv della CBS, la televisione ( privata ) di Homeland è anche quella di Stone.
La storia americana in dieci puntate è ora un libro e su Netflix. Con derive complottiste per chi apprezza queste tesi che tirano anche dalle nostre parti.
Nella storia secondo Stone sono entrati poi ritratti-interviste a Fidel Castro e Chavez. E Putin.
Imbarazzante nell’intervista l’attacco a Hillary Clinton di Stone mentre è in corso l‘inchiesta americana sulle interferenze russe nelle recenti elezioni a favore di Trump.
Nelle presentazioni della stampa italiana ho letto del “liberal” Stone. Boh , il termine non ha più significato, soprattutto se attribuito ad uno come Stone.

Questa intervista è andata in onda in Russia nel principale canale di stato. Per dire che probabilmente non è risultata sgradita. Da noi, la prima parte, su Rai Tre. Con un discreto ascolto, visti i tempi (con oltre  il 4% in prima serata oggi si  salva la pelle ).
Sul New York Times ho letto chi ha scritto ( sintetizzo ) che è una boiata. Il Guardian invece ha applaudito.
Per me è andata come con Fidel Castro. Si vede che Stone è preso da incantamento dei dittatori. E che intervistare non è il suo mestiere. Bella invece, sempre, la forma.
Ho letto, sempre in Italia, di “un corpo a corpo” tra Stone e Putin. Forse nel senso che si sono voluti tanto bene.

 

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