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22 ott

Tra una settimana torno a New York.
Sei mesi in Italia. Sto finendo di montare l’ultimo lavoro e poi lascio Roma Nord, dove sono nato. L’unica Roma che conosco. E riconosco immutata, dai tempi delle elementari.
Come sempre oggi ho cominciato la lettura dei quotidiani alle cinque della mattina. Come sempre, dal New York Times. Il più bel giornale al mondo.
Non credete alle stronzate di chi dice “che non è più quello di una volta”. È meglio di una volta. E la domenica è un rito, imperdibile.
C’è un lungo pezzo su Bill O’Reilly, quello che era il numero uno per ascolti della televisione cable news. Cacciato come il suo presidente per molestie sessuali. Poi l’industria chimica che avvelena, gli esteri come si facevano una volta, Nicki Minaj, Claes Oldenburg.
E tutti i supplementi. Sono appassionato di quello immobiliare ( le case che non potrò mai comprare ) quello dei viaggi ( oggi un lungo articolo su Matera ) quello dei libri ( più potabile di Robinson e La Lettura ) quello locale di New York e quello dei matrimoni ( con le biografie delle coppie ). Anche la rubrica delle vite di chi scompare, fondamentale.
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