Stasera va in onda una preghiera. Raccontata anche da chi non prega. Padri e figli

25 ott

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Allora, parte il viaggio dentro il Padre Nostro in nove puntate da 50 minuti.
Questa sera alle 21 su TV2000.
Comincia sempre Papa Francesco a colloquio con Don Marco Pozza, cappellano del carcere di Padova.
Ho conosciuto Don Marco meno di due anni fa. Ad una delle tre messe del fine settimana nella sua parrocchia. Quella del sabato dei detenuti con fine pena mai, con ergastolo ostativo, massima sicurezza. Camorra, mafia, ‘ndrangheta. Le altre sono quella dei “comuni” e dei “protetti”. A quest’ultima partecipano i condannati per stupri, violenze sui minori. Sguardi difficili da incrociare.
Per raccontare questo Padre Nostro siamo andati con Don Marco a Nisida, il carcere minorile sulla collina “più bella del mondo”. Abbiamo cosi’ascoltato Luigi. Uno che ti racconta una Gomorra diversa da quelle seriali televisive.
Tante storie di famosi e non, in questa declinazione televisiva della preghiera. Parole a volte lontane dalla catechesi del Papa. Il Padre Nostro come occasione (anche) per provare a dire dell’essere padre, del mestiere di padre.
Escono libri a raffica in questi giorni di padri che parlano di figli ( Cazzullo, Polito, Battista dopo i vari di Recalcati e quello di Serra ). Perche’ ora? Perche’ tutti insieme?
Un’occasione questa per riandare alla radice di una preghiera antica, la più recitata.
Ci sono puntate riuscite meglio di altre. Rimane sempre, credo, la voglia di capire. Genitori e non. Laici (come me) e credenti. Senza pregiudizi.

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