Thank you for voting

8 nov

Ho votato per il sindaco di New York.
Strana questa cosa che puoi votare in due paesi, avendo due passaporti. Forse, dico una cazzata, dovresti votare solo in quello in cui paghi le tasse.
Poca gente al mio solito seggio. Martedì, in America. Un giorno in cui si lavora.
Le file di Trump contro Hillary, un lontano ricordo.
Come allora ho scelto per esclusione, per abitudine. Hillary e Bill de Blasio.
Avrei voluto altro allora e oggi un altro non c’era.
Nel seggio a New York una signora che mi ha consegnato la scheda diceva a tutti “Thank you for voting”, con un gran sorriso. Mi ha colpito, non ci siamo abituati.

Piu’ importanti delle scontate elezioni di New York erano quelle in Virginia e New Jersey, dove si è scelto il governatore. Le televisioni all news in “breaking news mode” dalla mattina, con gli spot dei candidati che hanno continuato ad andare mentre si votava. E con il contaminuti fisso che correva all’indietro, ben visibile, ansiogeno solo a guardarlo, tarato sulla chiusura dei seggi.
Nelle elezioni presidenziali del 2016 Hillary vinse sia in Virginia (l’unico stato del sud perso da Trump) che in New Jersey.
In New Jersey il governatore uscente è quel Chris Christie che provo’ nelle primarie a battere Trump per poi trasformarsi in un suo consigliere, poco apprezzato alla fine. La candidata repubblicana, Kim Guadagno, non è riuscita ad emanciparsi dall’abbraccio mortale di Christie.
In Virginia il candidato repubblicano  era stato descritto come perfetto simbolo della trasformazione del partito. Dai Bush ai nuovi populisti. Lobbista vecchio stile e poi trumpista. Trump ha subito twittato, dopo la sconfitta, prendendo le distanze dal suo compagno di partito. 

Beh, come è andata? I democratici hanno vinto le sfide vinte in partenza. New York e New Jersey, con l’ex Goldman Sachs Murphy. E hanno vinto la sfida più incerta, quella in Virginia. Trump ha subito elegantemente twittato, dopo la sconfitta, prendendo le distanze dal suo compagno di partito. 
Il candidato democratico in Virginia, Northam già vice governatore, si era battuto per togliere dalle piazze tutte le statue e i monumenti dei sudisti-schiavisti. Si era scritto che questo lo avrebbe penalizzato.
Dopo tanto parlare degli operai bianchi per Trump, stasera si dice che sono stati decisivi i bianchi laureati e le donne. Si scava dentro la demografia di due contee fondamentali della Virginia del nord. Dai, che parte una lettura diversa da quella che ci ha ammorbato negli ultimi dodici mesi.
In Virginia c’era anche un duello di cui si parlerà molto. Un repubblicano che si definiva ”omofobo in capo” contro una democratica transgender, che diventa la prima eletta in una assemblea statale in America. E’ storia, ragazzi.
Thank you for voting.

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