Lady Bird, il cinema e Netflix

7 dic

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Nella liste dei dieci migliori film dell’anno compilate in questi giorni trovate sempre Lady Bird.
Un anno in cui le sale si svuotano e i divani di casa si affossano per le serate Netflix.
Lady Bird di Greta Gerwig, di cui vado pazzo come attrice, al debutto nella regia, è un film “grazioso” ( per non dire “carino”) ma sopravvalutato. Per Metacritic e Rotten Tomatoes ( la summa della critica ) siamo ai vertici. Quindi sbaglio.
Le storie del conflitto con la madre, dei riti di passaggio, della ricerca della propria identità sono scritte e recitate bene, realistiche. Ma, forse, vivendoci con coetanei della giovane protagonista in famiglia, non cosi’ indimenticabili.
Ho molto amato Frances Ha e andai poco dopo a vedere Greta Gerwig in un piccolo teatro del Village.
Uscito dalla sala un paio di settimane fa, mi chiedevo se Lady Bird lo avessi visto su Netflix cosa sarebbe cambiato. Poco. Un film da camera.
Molto invece per Dunkirk, che The New York Times mette al primo posto tra i film dell’anno. Una pellicola che va vista in una sala. Ma la domanda è ormai costantemente questa. Cosa ci fa alzare dai divani di casa per entrare in un cinema?
Io ho drasticamente diminuito le visioni in una sala, “nella magia di una sala”.
Come se fossimo entrati in un prima e dopo Netflix (e gli altri). C’è stato un cambio fondamentale di stili di vita.
Ho letto che Spielberg ha lanciato un grido di disperazione, per il cinema. Ma poi apprendo che starebbe progettando una serie per Apple.
Oggi mi imbarco su un aereo e mi preparo a recuperare un paio di film sul piccolissimo schermo della scomodissima poltrona. Mi sto per spostare su un altro divano al di là dell’oceano, dove Netflix mi insegue.

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