AMERICAN VANDAL, la serie “piu’ nuova” del 2017

23 dic

Evito di fare la lista delle dieci serie migliori dell’anno. Ce ne sono tante. Una serie sola. La piu’ innovativa.

Non sono tra quelli a cui era piaciuto tanto Making a Murderer. E non voglio riaprire il giudizio sulla serie. Condivido quanto scritto sul  New Yorker.
Le serie investigative hanno in genere il problema di non farsi giuria ma di cercare comunque la verità. È una misura difficile da sostenere anche perche’ senza un punto di vista il documentario cade.

Sono arrivato ad American Vandal di Netflix solo da poco, a fine anno ( era stato messo in circolo lo scorso 15 settembre ). Gli otto, brevi episodi hanno un punto di vista, anche se continuamente messo in discussione. È quello del giovane filmmaker del liceo che lavora al documentario nel documentario con un amico. È la voce narrante e l’infaticabile investigatore.
Gli ideatori arrivano da Funny or Die, canale You Tube popolare nelle high schools e nei colleges. Non sono dentro il cerchio magico della televisione o del cinema. Vengono dal mondo degli You Tubers. E la critica alta li ha guardati, appunto, dall’alto in basso.

L’obiettivo è quello di fare una parodia delle serie true crime, da Making a Murderer a The Jinx, a Serial. Per arrivare , tanto per capirci, alle ricostruzioni con i plastici in televisione.
Il genere, si è detto, mockumentary. Una cosa che sembra vera ma è satira, comedy. Proprio questo geniale intreccio ti tiene incollato fino alla fine. Non ricordi piu’ che, a differenza di Making a Murderer, i personaggi recitano e recitano da dio.
L’indagine è indirizzata a scoprire chi ha tracciato con una vernice spray dei falli su 27 macchine nel parcheggio del corpo docente. E l’altro intreccio, quello con i social media, ha fatto fare il boom ad American Vandal. Anche in questo caso, i social dentro la serie stessa, combinando cosi’ un frullato da cui non si esce.
Il colpevole designato dal primo minuto potrebbe esserlo ma anche no.

L’altro sguardo è quello sul mondo di una scuola secondaria superiore americana talmente verosimile da non lasciare, in questo caso, spazio alla satira. Siamo al documentario puro. Senza la morale incorporata. Documentari dichiaratamente seri non ci avevano fatto penetrare cosi’ in questa fine dell’adolescenza, prima della dispersione nelle universita’.

La seconda stagione è stata annunciata un mese dopo l’uscita su Netflix e il teaser immediatamente buttato fuori.

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