THE POST, il mestiere, la storia e l’Oscar

28 dic

Si puo’ vedere The Post, il film, senza sapere alcune cose.  E funziona alla grande lo stesso.
Ma se sai chi è stata Katharine Meyer “Kay” Graham, la signora del Washington Post. Se sai chi è stato Robert McNamara, Secretary of Defense con Johnson e Kennedy dal 1961 al 1968 e hai visto la sua lunga intervista in Fog of War ( il documentario che ha vinto l’Oscar). Se sai qualcosa dei Pentagon Papers e la guerra in Vietnam, durata venti anni.. Se hai poi da poco appreso che qualche giorno prima dell’uscita del film William, figlio di Katharine, si è suicidato, sparandosi, come suo padre, gia’ proprietario del Post, allora entri al cinema di Union Square con qualche grado di separazione in meno.

Se non sai, dicevo, va bene lo stesso. Il film è costruito alla perfezione da Spielberg e gli sceneggiatori di Spotlight per confezionare un monumento al mestiere di chi indaga, scrive e non si piega. C’è tutto per arrivare all’Oscar. Inutile dire di Meryl Streep ( Kay Graham ). Sembra di essere tornati a Tutti gli uomini del presidente, di cui sarebbe il prequel.

Spielberg non sara’ il piu’ introspettivo dei registi in giro. A 71 anni, uno dei trailers passati sul grande schermo prima del film è stato il suo prossimo racconto di supereroi di cui non se ne puo’ piu’.
The Post è cinema della realta’ ripassato in salsa Hollywood. I giornalisti sembrano giornalisti. I giornali contano. Internet non c’è. Che meraviglia.

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