GOLDEN GLOBES, serata nera. Con lampo Oprah

8 gen

Lettura introduttiva ai Golden Globes di quest’anno. Consigliata a chi minimizza. Sono parecchi in Italia.
Difficile dire qualcosa di questa serata in cui si celebrano cinema e televisione prescindendo da quanto è accaduto lo scorso anno.

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Nel red carpet, prologo della cerimonia, si è parlato solo di molestie sessuali. Tutti in nero. Intervistatori e intervistati. Seth Meyers, il conduttore designato, ha salutato, dicendo “chissa’ come andrà con tutti questi mostri in sala”.
Debole poi il monologo iniziale, che non ha risparmiato una battuta a Trump, una a Weinstein e un paio a Kevin Spacey. Non so, mi sono sentito a disagio. Anche da casa.
La situazione che si è creata ha fatto dimenticare i premi. Che comunque avrei dimenticato. Per me The Crown meglio di Big Little Lies che ha raccolto molto, troppo. Ma era l’anno per una serie al femminile. Anche se non sono le donne della Ford di Chicago.
Lady Bird ha goduto dello stessa congiuntura. La regista Greta Gerwig è straordinaria, il film meno.
Stessa cosa per il film che ha vinto di piu’. La stampa estera, padrona dei Golden Globes, non ha scelto di premiare The Post di Spielberg e ha fatto male. Hanno fatto i fighetti.
Puo’ darsi che l’ascolto della sera sia buono perche’ l’attesa era alta (fattore Weinstein) ma non ci becco mai sulla platea tv.

L’omaggio alla carriera di Oprah potrebbe essere stato per il lancio di una carriera diversa per la numero uno della tv americana. Oprah for President 2020.

La cosa migliore della serata, lo spot di 30 secondi del New York Times che e’ andato in onda nella prima ora. Una sintesi di questi Golden Globes.

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