JUVENTUS, la serie, su NETFLIX. Zero in scrittura

18 feb

Ho visto con grande curiosità e tanta fatica la serie sulla Juventus, entrata nel grande magazzino Netflix. Sono disponibili i primi tre episodi. Seguira’ il resto perche’ l’idea sarebbe quella di coprire l’intera stagione. Dopo la Juventus dovrebbero arrivare altre grandi squadre europee.
Che delusione.
Mi è sembrata roba ad uso domestico dei tifosi bianconeri. I tuoi “ragazzi” li riguardi cento volte se sei un malato come me (viola). Ma se cerchi un pubblico piu’ largo, come dovrebbe fare Netflix, non ci siamo.
Non c’è scrittura della voce narrante e interviste banali.
Non ci sono piu’ dei Beppe Viola e Gianni Brera. Ma nemmeno Edmondo Berselli con cui ho avuto la grazia di lavorare molti anni fa ad un racconto sul Chievo. Qualcosa di meglio si poteva pero’ fare.
Anche gli ingressi nelle case di alcuni giocatori sono al limite dell’appiccicoso, dolciastro.
Serie senza trama, se non la timeline cronologica. Senza sottotrame perche’ si passa da palestra, magazzino, tifosi, sorvolandoli senza farceli conoscere. E naturalmente scontati omaggi agli sponsors della squadra, infilati dentro come le interruzioni pubblicitarie di un programma tv.
Mi dispiace perche’ ci ha lavorato Andrea al montaggio. E con lui negli ultimi anni abbiamo fatto tante cose americane e in giro per il mondo. La fotografia e il montaggio sono perfetti ma ormai è difficile girare male con le telecamere che ci sono in giro. Sembra cinema anche quando non lo è.

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