Il caso Mary Beard

22 apr

Mary Beard è molto nota nel mondo accademico ed in quello dei media inglesi.
È una eclettica divulgatrice che ha scritto di donne e potere (esclusione dal potere) arrivata relativamente tardi alla televisione. Un fenomeno pop che non ha perso autorevolezza entrando nell’elettrodomestico.
La storica ha parlato spesso di donne (e ora di donne anziane) messe ai margini del mondo della comunicazione. Ora sarebbe lei stessa vittima di questa emarginazione. La PBS, la televisione “pubblica” americana, l’avrebbe sostituita con un narratore nella versione americana della serie “Civilisations”, in onda sulla BBC.
La Beard accusa per il taglio. La PBS ribadisce il diritto al rifacimento, credo contenuto nel contratto.
Fuori dalla lite rimane il nodo della presenza in video di un volto non omologabile al canone estetico televisivo, a qualsiasi latitudine. Di uomini anziani, con chili di troppo, siamo pieni in tutte le tv. Accade sicuramente meno (o per niente?) con le donne. La tv italiana ha pero’ il primato mondiale di gonne corte in video.

Gli anziani, uomini e donne, stanno passando dal divano passivo al racconto delle loro vite in molta televisione (Rai Tre prima delle altre). Ricordo il tentativo di farli affacciare in un reality (Supersenior) anni fa come un’esperienza che piu’ di tante mi ha insegnato cose.
Nel caso Mary Beard pero’ siamo oltre. Dentro il nuovo orizzonte social che ha ridisegnato il perimetro della fama, allargandolo all’inverosimile fino a schiumarlo dentro lo schermo.
La storica inglese forse si augurava che accadesse quello che le è accaduto in America. Dovremmo tifare per lei. Per non passare la vita a guardare negli specchi social di chi è salito nelle gerarchie dell’immaginario estetico di questi tempi.

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