ER, New York

3 ago

Uno torna a New York per due giorni e finisce in una ER.
Mai successo prima. Avevo accompagnato ma non me stesso. Un problema al ginocchio. Doloroso ma niente di grave. Come alla fine, dopo tre ore, mi ha detto la simpatica dottoressa in servizio, consigliandomi due medici ortopedici, a pagamento, del network dell’ottimo ospedale, il Cornell sulla 68 East.
Accoglienza cortese, come alla reception di un albergo ( sono arrivato tranquillamente e lentamente a piedi, niente autoambulanza).
Dopo una decina di minuti di attesa e’ arrivato l’addetto al modulo dell’assicurazione.
Ho chiesto se uguale assistenza sarebbe stata data nel caso non avessi la costosissima assicurazione privata e mi e’ stato risposto “ovviamente si”. Crediamogli sulla parola.
Niente assegnazione di codici di colore diverso al pronto soccorso. Solo due ingressi diversi. Quello se ci arrivi con le tue gambe. E quello dei piu’ gravi. Comunque cuore e pressione misurati all’istante.
Oggi ho ripreso a camminare. Che se non cammini a New York che ci stai a fare ?
Sara’ perche’ mi hanno detto che non ho niente di rotto ma il ginocchio sembra fare il bravo.
Ne scrivo solo perche’ ho letto dell’affollamento negli ospedali italiani, disservizi ecc.
Quanto pago al mese per l’assicurazione sanitaria pero’ stavolta non ve lo dico. Perche’non mi credereste.

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