Netflix, Amazon e pure DAZN. Il calcio 2.0 e quello zero zero

20 ago

Pronti, via.
Sky, Dazn ho tutto. E poi Netflix e Amazon.
In America mi dicono di avere visto benissimo, su ESPN plus, le “nostre” partite, che qua ho visto peggio di quelle piratate.
Nel casino di questo inizio di campionato la certezza rimane la Premier League. Che, Ronaldo o no, è il campionato piu’ bello che c’è e ce la fanno vedere in ogni angolo del mondo. Perfettamente.

In questo fine settimana mi sono bevuto la serie di Amazon Prime Video sul Manchester City.
Avevo gia’ visto quelle sul football americano e il racconto è lo stesso.
Dopo queste serie, non esiste piu’ altro modo di fare la “narrazione” del calcio.
Ci hanno ammorbato in questi anni con questa “narrazione” che ha significato dare la parola a chiunque senza essere Beppe Viola. Il video sempre penoso. La voce da silenziare.
Basterebbe vedere cosa fanno su Instagram con i mini documentari sugli atleti. E copiare.
“All or nothing” di Amazon è su questa linea.
La precondizione è l’accesso senza limiti alla squadra. Lo spogliatoio, soprattutto.
Tutto quello che non c’è nella serie di Netflix sulla Juventus, che al confronto crolla come un disegno “corporate”.

Nel 2001 feci per Rai Uno un instant movie (li chiamavano cosi’) sul miracolo Chievo.
Ricordo le trattative infinite per girare un allenamento. Lo spogliatoio liberato una volta ma tutta una finta. Niente highlights delle partite. Mi buttai su tifosi, mogli calciatori e quartiere.
Ora con Amazon siamo entrati finalmente dentro tutto.
Gia’ alla fine della prima puntata possiamo dire di conoscere Guardiola e alcuni giocatori come mai era accaduto prima, in mille interviste pre e post partite.
Girato, montato, graficato da manuale.
Un abbonamento ad Amazon Prime Video per chi ancora farfuglia di narrazione dello sport.

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