Come si vota

6 nov

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E’ storia nota. Il modo in cui si vota in America genera infinite discussioni, cause che si tramandano da un ciclo elettorale all’altro.
La storia è anche complicata. In America capita a molti di non avere un documento d’identità o di averlo scaduto. La carta di credito ha sostituito la carta d’identità, con quali conseguenze non è difficile immaginare.
Sono arrivato al seggio nella scuola vicino a casa a Manhattan e sono andato ad uno dei tavoli dietro cui sedevano due anziani volontari, con in mano le liste elettorali dei residenti nella zona. Ti devi iscrivere alle liste elettorali ma una volta fatto (nel mio caso il giorno in cui sono “diventato” anche americano) ci rimani per la vita, salvo segnalare il cambio di residenza.
Insomma arrivi e dici il tuo cognome. Basta cosi. Senza dare un documento per verificare la tua identità.
E metti una firma, prima ancora di avere votato. Cosi ricevi la scheda che poi dovrai barrare e scannerizzare. Davanti a me (ho aspettato dieci minuti in seguito alla discussione) una giovane donna provava ad avere la sua scheda ma dal tavolo le ripetevano che aveva gia’ votato. Lei giurava di no. Ha chiesto di vedere la firma. La casella apposita era riempita da un nome e cognome. Ma non era il suo.
Hanno dovuto chiamare un segretario di seggio che poi non sapeva che fare.
Un errore, puo’ essere certo. Ma il sistema è bucato. Chiunque puo’ arrivare e dire il nome di un residente che conosce e votare. A me pare una roba da pazzi.
In attesa di sentire stasera alla televisione delle decine di migliaia di casi di voti mancanti, annullati, non pervenuti.

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