CRAZY RICH ASIANS, il successo e il flop. La storia di due citta’

3 dic

Crazy Rich Asians , grande successo in America, sembra non avere incontrato lo stesso esito in Cina.
Troppi stereotipi e probabilmente non solo. Ma anche personaggi credibili. Come la protagonista, professoressa di economia alla NYU di New York, universita’ che conosco bene. Traguardo di tanti ragazzi asiatici. Come tutte le scuole d’America.
Mi è capitato di trovare un gran numero di studenti asiatici in North Carolina, Illinois, Michigan. Gia’ nelle scuole secondarie, in corsa per entrare nelle universita’ americane. Sono ben accolti perche’ pagano l’intera incredibile tuition. Sono un esercito le cui dimensioni non sono note. Le cifre ufficiali sono ampiamente sotto la realta’ (351mila nel 2016-2017)
Poi tornano o decidono di rimanere. E’ l’altra migrazione a cui l’America apre le porte. Non si costruiscono muri, come per i latino americani poveri che provano ad entrare dal Messico. È la storia delle due citta’, ai giorni nostri.
New York è la fotografia perfetta di questa polarità. I ristoranti, i bambini passeggiati dalle tate, in mano ai latinos spesso senza documenti, che vivono nel Bronx, East Harlem, Brooklyn profonda.
Gli asiatici giovani, con le carte di credito dei genitori della Cina comunista, non mettono piede nella vecchia Chinatown e svolazzano nei bar downtown, ricoperti con felpe Supreme o Off-White.
Le Crazy Rich Asians di Singapore divertono in America. Fanno meno ridere in Cina dove il meeting pot tra contadini, operai e nuovi ricchi non è ufficialmente miscelato in salsa ketchup.
Non manca molto.

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