Bandersnatch, così è se vi pare. Anche no

31 dic

Se togliete le opzioni interattive la storia è banale. Qualunque strada scegliete.
C’è la possibilita’ di tornare indietro e cliccare sulla seconda possibilita’. Si può anche non scegliere come proseguire e il racconto lineare è quello che avete più o meno immaginato, date le premesse. Quando mi sono accorto della finestra che consente di uscire con i titoli di coda, ho visto la luce. Non so quanti finali mi ero sciroppato ma ho letto che sono cinque possibili. O forse di più (spoilerati). E oltre tre ore di visioni.
Uno che ci aveva pensato recentemente all’interattivita’ in televisione è stato Soderbergh. Quel tentativo che non avevo apprezzato tanto mi sembra piu’ riuscito, anche se complesso. Ma la piattaforma di Netflix è semplice e funziona tecnicamente alla perfezione.

L’idea di Bandersnatch, della serie Black Mirror ( Netflix) è quella di fare un film ambientato nel 1984 e raccontare il giovane protagonista che lavora ossessivamente alla creazione di un videogioco. E questi lavori in corso dialogano con la sua stessa vita e la modificano.
Lanciato come il primo lavoro interattivo mi ha fatto rimpiangere quelle serie scritte bene che non riesci a mollare e per questo fai binge watching. Che è stata la ragione di esistere di Netflix. Poi sono arrivati in tanti e ora fanno lavorare noi.
Naturalmente c’è chi va pazzo per l’interattivita’. E poi la nuova televisione di chi non guarda più la televisione è il videogame.
Il rischio, in questo caso, è quello di cominciare con il product placement dei cereali e finire per pensare che forse è stata proprio quella la scelta più impegnativa di Bandersnatch.
Le trame e sottotrame presenti non esplicitate nelle serie migliori vengono lasciate aperte, nude, come il frutto di discussioni non risolte nella stanza degli autori. Che invece sceglie, per definizione. The New York Times ha titolato “potere al popolo”…

Questo che si chiude è stato un anno difficile per chi lavora su di noi. Fino a poco tempo si diceva “per noi”, “con noi”.
Black Mirror, almeno da questo punto di vista, arriva come una consegna di Amazon Prime. In tempo.
“La tecnica uccidera’ la democrazia” (Emanuele Severino).
Orwell reificato in Netflix. O in Facebook ?

PS Io continuo a rivedere “The Marvelous Mrs. Maisen”, la serie dell’anno (Amazon).  Con dialoghi meravigliosi. Ricostruzioni splendide come nell’episodio delle vacanze nei Catskills. Un gioiello, per fortuna zero interattivo.

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