Golden noia

7 gen

Quest’anno sono andato meno al cinema, come credo sia capitato a tanti. Bohemian Rapshody, che ha vinto migliore film “drama”, non l’ho visto e non mi precipito a vederlo. Black Panther mi è piaciuto.
La cerimonia dei Golden Globes molto meno.
Uno dei due conduttori (Andy Samberg) è cosi’ poco, poco divertente che mi ha ammosciato la serata. I discorsi di ringraziamento, poi, quando diventano elenchi dei collaboratori, ammazzano. E stavolta veramente tanti in modalità lista della spesa. Meglio allora chi saluta la mamma e i figli, come usavano i ciclisti al traguardo.
Mi ha stupito, ad esempio, Cuaron (Roma) che ha letto una cosetta. Al secondo premio ha citato i figli, comunque.

Le uniche cose buone probabilmente sono state quelle silenziate perché contenevano “una parolaccia”. Poco per il resto da ricordare. Non che volessi rimandi al muro con il Messico (che pagherà il Messico) ma qualcosa che facesse capire che siamo dentro il gennaio del 2019 e non del 2009 (c’era Obama). C’è voluto Christian Bale vincitore con Vice (il biopic del vice di Bush, Cheney) per dire che la prossima volta il film sara’ su Mitch McConnell, il leader della maggioranza repubblicana al Senato…
Green Book, migliore film “musical-comedy”, la storia di un italoamericano e un pianista di colore nel sud degli Stati Uniti, ha funzionato come dichiarazione politica dell’anno. Glenn Close, alla fine, ci ha ricordato bene cosa significa MeToo, essere donna e madre, a parte le molestie. Per non dimenticare la stagione scorsa.

Andando agli altri premiati, adoro Patricia Arquette.
Grande Carol Burnett (85 anni) storia della televisione. Ha commosso tutti. Si invecchia e chi conosce la tv americana ricorda la più grande comedian che sia passata da queste parti.
E grande ovviamente Jeff Bridges, anche lui omaggiato per una carriera non solo “Grande Lebowski”. Ha citato uno dei quattro, cinque film che mi porto dentro per sempre, The Last Picture Show (L’ultimo spettacolo) di Bogdanovich del 1971. Era girato in bianco e nero.
Netflix, con The Kominsky Method e Roma, ha trionfato. Ma per il secondo anno ha vinto la più brava di tutti, Rachel Brosnahan, la Mrs. Maisel di Amazon, una serie che finalmente non tratta di “morti ammazzati”.
Questa è la televisione ragazzi. Meglio del cinema.

Comments are closed.