La restituzione

12 feb

Ho studiato a lungo la filantropia in America. Il tema mi appassiona.
La restituzione parziale o totale di quello che hai ricevuto nella vita è una questione identitaria. Non ho mai visto una tensione lontanamente simile in Italia.
Sono storie diverse su cui sorvolo adesso. Dentro c’è tutto.
Circoscrivendo il campo di attenzione a quello di chi ha fatto tanti soldi con lo sport sta emergendo il fenomeno globale della NBA. Non solo LeBron James e Kevin Durant. Sono in tanti i giocatori di basket che costruiscono case di produzione, che costruiscono monumenti a se stessi ma nello stesso tempo fondano scuole, finanziano programmi concreti di lotta alla povertà.
Non sento mai parlare di iniziative analoghe in Italia. Al massimo alcuni famosi fanno i testimonials. Non c’è cultura della restituzione. Anche nello stato, che non aiuta chi vorrebbe donare. E si dice, da idioti, che “la beneficenza si fa senza dirlo”.
Ho visto la serie su ESPN plus di LeBron e i primi due episodi del talk show appena uscito di Durant. Bella “televisione”. Contemporaneamente i due hanno inaugurato campi di basket e scuole nei ghetti. Hanno finanziato borse di studio. Hanno preso posizione su quello che accade nel paese.
Non tirano solo calci ad una palla e vanno a Dubai e Formentera nel tempo libero.

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