Calcio e talk. E talk sul calcio

20 feb

Tante , tante ore dei palinsesti delle televisioni in Italia sono occupate da talk shows.
Non so farmene una ragione. Lo spettro è infinito. Dalla mattina alla notte.
Costano poco. Mi sembra l’unica risposta possibile.
In alternativa, nei giorni di coppe europee, le partite di calcio che ho scelto ieri sera.
Ci sono poi i talk shows sul calcio e uno, spesso divertente, è imploso domenica scorsa sul ruolo delle donne nel pallone. Era successo recentemente che una curva di tifosi dicesse alle donne di stare lontano dalle prime file. Separate, come in un luogo di culto dove viene praticata questa separazione.
Per associazione viene da pensare al MeToo versione made in Italy. È passato come un venticello fastidioso, bollato come politicamente corretto che di questi tempi è come dire fake news.
Ricordo quando ho fatto un paio di programmi con il giornalista inglese Tobias Jones che divenne famoso da noi con un pezzo sul ruolo delle donne nella tv italiana. Le vallette, le gonne corte.
E devo ricordare anche quando lavorando ai programmi di Enrico Deaglio l’ultimo pezzo, che andava in onda dopo la mezzanotte, fosse spesso roba quasi “soft porno” per aiutare gli ascolti. Normale ai tempi e, da quello che mi capita di vedere, anche oggi.
Poi succede che salti fuori una frase sulle donne che non capiscono di calcio e si alzi un sano uragano.
Il calcio allora diventa il nostro specchio. Rotto.

PS I maggiori talk shows di calcio (Premier League) e NBA in America hanno bravissime conduttrici donne. Come, in molti casi, accade in Italia. Senza ruoli ancillari.

Comments are closed.