15 marzo e oltre

16 mar

C’è stata una differenza nelle aperture dei telegiornali tra noi e l’America.
Bisognava scegliere tra la strage in Nuova Zelanda e le manifestazioni mondiali ambientaliste.
Piu’ piazze “bambine” da noi e più suprematismo bianco negli Stati Uniti.
Non mi interessa interpretare ma registro la gerarchia diversa.
La nostra carta quotidiana si è attorcigliata, in qualche caso, su doppi sensi riferiti alla ragazza Greta, dimenticando che ci sono anche le altre. Tutte coetanee ed anche piu’ piccole. Alexandria (13 anni) a New York, Harriet e Milau (14 anni) in Australia e tante altre. Sarebbe bello leggere pensierini sul genere (femminile) di queste leaders, sul loro rapporto con i social, i genitori, gli insegnanti. Invece dell’analisi degli obiettivi della “piattaforma Greta” (salvare la terra) che e’ chiaramente un emoticon, di quelli pieni di cuoricini. Di quelli pero’ che fondano movimenti. Ora direi che dovremmo stare solo agli applausi.
A proposito, non ho letto molte citazioni della Laudato Si’ di Papa Francesco. Probabilmente distratto.
Pensando all’America e al ciclo elettorale che si sta aprendo, l’occasione per chi (anche nel campo repubblicano) sfiderà l’attuale presidente è colossale. C’è un buco (dell’ozono) aperto dal negazionismo trumpiano del riscaldamento globale.
Si puo’ vincere sull’ambiente, in una terra ferita da incendi e uragani.
Ho un’idea di chi potrebbe farlo. Ma è troppo presto.

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