MAESTRI, perché

7 apr

Sono andato alla scuola di Barbiana a girare ormai un paio di anni fa.
Da quel giorno ho pensato di fare un programma sui maestri elementari.
Io ho avuto un gran maestro per i cinque anni della Guglielmina Ronconi ai Parioli, Roma.
Si, nel quartiere dove sono nato, frequente oggetto di “satira”. Andavo a scuola da solo, non lontano da casa, comunque dieci minuti a piedi.
Pino Liberati, il maestro, suonava il contrabbasso nella Roman New Orleans Jazz Band. Portava i capelli lunghi e faceva innamorare maestre, segretarie e anche parecchie madri di alunni.
Ci faceva fare gite, recitare, ascoltare tanta musica, giocare a basket.
Andavo a scuola volentieri.
Con MAESTRI sono tornato nella mia scuola e ho trovato la maestra Ilaria, che si alza alle 4.30 del mattino per arrivare da Frosinone. Ora, naturalmente la classe è mista e le bambine, come sempre, più sveglie dei maschi. I corridoi sono dipinti con colori pastello. L’esterno della scuola sempre tristemente lordato.
La vice preside ha tirato fuori il registro di classe dei miei tempi. Il mio nome e quelli dei miei compagni. Quello di banco lo vedo e sento sempre.
Un comitato di genitori ha rimesso a posto, a proprie spese, il teatrino in cui ho recitato.
Il maestro Liberati è stato il mio buon maestro, di vita.

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