Mettetevi il grembiule

5 mag

Il grembiule è diventato il grembiulino nei pezzi che ho letto negli ultimi due giorni. Diminutivo perche’ divisa dei bambini che frequentano le elementari.
Negli ultimi mesi di frequentazioni di classi varie della scuola primaria, dal sud al nord, ho visto varie declinazioni del modo di presentarsi a scuola.
Grembiuli neri per tutti, grembiuli bianchi per le bambine e blu per i bambini nella stessa classe, grembiuli con grande fiocco in una privata, grembiuli da lavoro in una Montessori, niente grembiuli in una scuola di un quartiere “bene” e in una di “borgata” della stessa città, che poi è Roma.
In alcuni casi i grembiuli sono stati indossati solo perche’ arrivava la televisione.
Grande è la confusione sotto il cielo nelle aule frequentate da bimbi fino ai dieci anni.

Leggo che da sondaggi risulterebbe una larga maggioranza per l’obbligo del grembiule.
Non so se per ragioni semplicemente pratiche o se per un pensiero “egualitario”, al fine di evitare la coabitazione della “felpa da 700 euro” con quella da cinque euro.
La democrazia del grembiule puo’ pure essere una proposta. Ma anche no. Sarebbe bello invece ci fosse la scuola a tempo pieno a sud di Roma come al nord. Che si insegnasse l’inglese a Frattamaggiore come a Milano. Che la palestra di Cosenza assomigliasse a quella di Bologna. Che il laboratorio digitale di Palermo sia come quello di Genova. Insomma che la democrazia scolastica arrivi a rivestire il re nudo in tutto il bel paese.

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