Roundtable

31 lug




Questa mattina, mentre preparo i bagagli, stanno passando tutti in televisione. Quelli che pesano.
Tutti misurano la febbre a Obama, in attesa della diagnosi finale sul debt ceiling.
Ho appena letto un post di Camillo , sempre vigile, che riferisce pareri di vari misuratori della temperatura del presidente, oscillante tra l’essere un loser, un perdente e uno passato dall’altra parte. Obama per Maureen Dowd e’ ormai un indipendente, pur perdendo consensi tra gli indipendenti che voteranno.
E’ difficile definire loser uno che ha comunque fatto fuori Osama, impresa non riuscita a quello che c’era prima.
E’ pero’ sicuramente un presidente lontano dai bisogni della middle class che e’ quella che decide.
La cosa piu’ interessante, nuova, non sufficientemente indagata (anzi schifata da tutte le grandi firme, anche quelle dei vari roundtables di questa mattina) di questa fase sono i nuovi arrivati nel Congresso americano con il Tea Party. Due sere fa sentivo una delle loro menti, Matt Kibbe, resistere inflessibile all’urto di prese in giro, battute di Bill Maher su HBO. Ripeteva sempre la stessa cosa, niente tasse in piu’, a qualsiasi domanda gli arrivava da tutte le direzioni. Conosciamoli meglio questi signori, la loro base, per capirci di piu’ di questo paese.

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