Isole diverse

4 ago

Temptation Island è l’unico programma televisivo estivo, prima del definitivo blackout ferragostano, che ha tenuto gli ascolti della stagione canonica, che finisce e ricomincia con le scuole. Non proprio l’unico, a dire il vero, perche’ il fenomeno delle teche RAI declinate in programmi andrebbe sottolineato, studiato e rimodellato all’infinito. È la bellezza di un magazzino che è storia condivisa.
Dei due successi estivi, in termini di ascolto, ne parla la rubrica settimanale di Scaglioni sul Corriere. L’analisi dei dati del programma ricavato dalle teche specchia una platea over 65, che poi è lo zoccolo duro delle generaliste. La conservazione. L’altro, l’isola dell’amore, è il prodotto del corto circuito social-tv. La contemporaneità.
L’estate è importante perche’ mette a nudo questa polarità e apre la forbice fino quasi a romperla.

Ho visto questa stagione di Love Island (ITV inglese). Un format diverso dalla Temptation nostrana. Ma assimilabile. Coppie che si formano e si sfasciano, eliminazioni e nuovi ingressi, per poi arrivare alle formazioni finali su cui si esprime il pubblico da casa.
La coppia che vince porta a casa 50mila sterline. La conduttrice arriva quasi sui titoli di coda con due buste. In una c’è l’assegno con il premio finale, nell’altra c’è scritto zero. A quello/a che capita il malloppo deve decidere se tenerlo o dividerlo con il compagno/a. Tanto per vedere se la recita è “vera”. Ovviamente passa la divisione. Le attrazioni transitorie si cementano per qualche istante nella realta’ televisiva.
Ai partecipanti è inibito l’uso dei social, gestiti dalla produzione. All’uscita dall’isola i loro profili si ritrovano gonfi di followers e alcuni iniziano carriere a partire da questi sacchi pieni di likes che vengono loro consegnati.

I social sono il motore di questa televisione dell’isola inglese. I narcisisti sono per definizione (Alexander Lowen) portatori di “sentimenti inautentici e rapporti manipolatori”. Per stare in quella villa alle Baleari tutto il giorno in costume devi avere come minimo un grado di autostima che passa il test Invalsi. Utile leggere/rileggere Bauman. La fragilità dei legami, delle relazioni fra umani e la ricerca della connessione agli altri.
I format televisivi di articolazione di questa umanità, collezioni di individui che si specchiano, possono essere diversi. Il montaggio indirizza la stessa scena in modi radicalmente difformi.
Da noi si usa andare dentro i conflitti, costruendoli. E si usa andare dentro con le telecamere, ci siamo capiti. Soprattutto nelle isole.
Nella versione inglese che ho visto prevale un gusto da sitcom. Si prova sempre a sorridere del culto del fisico, già ridicolo perche’ i modelli ispiratori sono globali e trasversali. Si tende a far emergere “i sentimenti”, sapendo che le coppie non dureranno fino a quando morte non le separi.

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