Forever young

19 ago

Il weekend passato, 50 anni fa Woodstock. Per chi non c’era, non era nato, non ricorda una radio ha replicato l’intero avvenimento, con pause, pioggia, annunci dal palco eccetera.
La memoria coltivata. Anche attivata dalle notifiche che ti rimbalzano random le fotografie che hai nel telefono, come ha fatto il mio iPhone oggi (You have a new memory). Ho pensato di togliere la funzione ma poi l’ho lasciata perché mi sono ricordato di quel finale del piccolo libro di Marc Augé sulla vecchiaia e sono andato a ripescarlo.
Parla anche di Woodstock e della memoria dell’iPhone. O della mamma dell’ispettrice della serie di Netflix, la Casa de Papel.
Eccolo. “Il morbo di Alzheimer è solo l’accelerazione di un processo naturale di selezione operato dall’oblio, al termine del quale risulta che le immagini più tenaci, se non le più fedeli, sono comunque spesso quelle che risalgono all’infanzia. Che ce ne si rallegri o che lo si deplori – questa constatazione ha un lato crudele – bisogna ben ammetterlo. Tutti muoiono giovani”.

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