Detached

3 ago

Le analisi, le pagelle del dopovoto che ha evitato la catastrofe americana suonano come la cronaca di una morte annunciata per il presidente.
Almeno a leggere i commentatori piu’ autorevoli, conservatori e progressisti, da David Brooks a Andrew Sullivan, da Katrina Vanden Heuvel a Paul Krugman (che come dice Joe Scarborough non si capisce perche’ il New York Times lo paghi per scrivere sempre lo stesso pezzo).
Tutti, in diversa misura, affascinati dall’audacita’ obamiana del 2008. Si, con riserve, ma interessati al nuovo fenomeno che ci ha reso tutti orgogliosi di vivere in quel grande paese che ha consentito un’impresa simile.
Il problema del ragazzo di Honolulu e’ che ha perso il tocco magico. Clinton fu sconfitto in battaglie decisive e fu ridotto all’immobilita’ ma sapeva sempre parlare alla pancia del paese.
Uno ascoltato da Obama nella campagna del 2008, il professore Drew Westen, ha raccontato (“Alla conquista degli stati d’animo”) come la sedimentazione delle emozioni, due anni fa, si fosse riprodotta come spam, saltando gli schemi canonici costruiti per colpire pancia e testa. Tu chiamale se vuoi emozioni… Si piangeva ai comizi-teleprompter di Obama, specchiandoci in una America migliore e sentendoci migliori noi che spingevamo in cielo il sogno.
Ora siamo tornati a pancia e testa, ai tetragoni, inflessibili alfieri del Tea Party e ai progressisti lasciati liberi di tornare alla loro purezza originaria, temporaneamente compromessa dall’abbraccio al centrista, moderato Obama, scambiato per altro.
Obama, come capita a tutti i presidenti, e’ stato contagiato da quella malattia che attacca tutti gli inquilini della Casa Bianca, compreso Clinton. Il golf. Che in America non e’ come da noi. E’ anche sport popolare ma pur sempre fonte di materiale iconografico non segnalabile per andare direttamente alla pancia della middle class impoverita.
Aveva cominciato bene Obama, giocando a basket. Ora la sua figurina super partes (e sopra le razze) si e’ ridotta alla solita poco emozionante replica di tutti i suoi predecessori.
Detached, lontano politicante. Preso dalla sua nuova parte di statista ma non piu quello del 2008.
Facce sogna’ ancora Barack.

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