Uomini e donne, in Senegal

2 ott

Sono in Senegal da pochi giorni e quindi quelli che seguono sono appunti, probabilmente pasticciati. Ma ci sono storie che mi hanno interessato, forse laterali allo scopo per cui sono in questo paese (storie di cooperazione italiana) ma forse anche no.
A partire dalle parrucche usate comunemente da tante donne e gli sbiancamenti della pelle che non avvengono solo a queste latitudini.
Tralascio il turismo sessuale di cui mi parlano ma nulla so. Donne e uomini europei, anzianotti, che arrivano da queste parti. Tralascio i racconti di poligamia, che pure mi hanno preso. Legale in Senegal, come in tanta Africa. Praticata dal 40% delle famiglie. E tralascio statistiche sui matrimoni tra minori, o meglio quelli in cui la donna è minore. Il 29,7% delle ragazze di eta’ compresa tra 15 e 19 anni sono sposate, divorziate o vedove. Tanta roba.
Quella che abbiamo girato è una storia di violenza domestica che va oltre l’immaginabile.
Ecco, alla Bottega dei diritti di Dakar, dove ci ha ricevuto la giurista coordinatrice, hanno ascoltato e messo in fila 1700 casi in due anni. Tanti, pochi ? Non è facile denunciare, uscire dall’omertà allargata delle famiglie. Le botteghe dei diritti crescono in Senegal con l’aiuto della cooperazione italiana. Le cose stanno cambiando. Presto il livello di istruzione femminile supererà quello maschile. Attraverso l’uguaglianza di genere passano tutte gli interventi di sviluppo. O almeno dovrebbero. Le donne sono protagoniste nel piccolo commercio e nei lavori agricoli. A casa è un’altra storia.
Uomini e donne, visto da questo pezzo di Africa, sarebbe un programma televisivo sconvolgente.

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