Copioni al Drive In

7 Ago

ll Foglio di ieri ha scritto che la Fiat “forse sbaglia” a vendere gli anni Cinquanta per raccontare agli americani la 500, in pista in America.
L’effetto vintage, happy days non funzionerebbe in quel paese. Meglio sarebbe stato vendergli la modernita’, la rivoluzione della piccola contro i grandi. Puo’ essere.
Certo dai primi dati non e’ che le 500 vadano a ruba in America. Vanno molto meglio i conti della Chrysler in generale, che nello scorso giugno ha venduto il 30% in piu’ dell’anno prima ed ha accresciuto la sua quota di mercato interno dal 6 al 10, 6%.
Una resurrezione, senza dubbio. Ma il commercial di 30 secondi buttato fuori da poco che vende un Italian Dream in chiave Drive in non so, come dicono al Foglio, se sia la cosa giusta.
Comunque e’ copiato…
Poco piu’ di un anno fa il documentario (Benvenuti a Detroit) che ho fatto per RaiCinema si apriva con un fantastico, funzionante DRIVE IN, che pero’ si chiamava FORD, in omaggio al vicino storico stabilimento di Dearborn, dove tutto comincio’.
Ci siamo entrati, con il prode Alberto, varie volte a girare. Era come entrare in una macchina del tempo. Ci hanno detto che ormai apriva solo nei fine settimana. Ma resisteva nella Detroit archeologica che emerge dall’abbandono, dalla fuga che l’ha sinistrata negli ultimi venti anni.
Agli americani sempre meglio vendere il futuro, comunque. Oppure, per stare sul sicuro, buttarsi sulla solita Toscana. Il Drive In, a loro, puzza di poverta’. E cosi’ e difficile vendere quattroruote. Magari un profumo, si.

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