Bello

14 Dic



Sono andato a Petra, nel corso del viaggio dentro la cooperazione italiana in Giordania. Ci speravo. Mai stato.
L’occasione splendida, come la giornata. Il sole è importante a Petra perche’ la luce ti guida nel cambio dei colori, dal giallo al rosa e tutte le variazioni in mezzo e oltre. L’Italia, l’Agenzia italiana per la cooperazione, finanzia il progetto UNESCO per fermare la caduta, la frattura delle rocce. La giovane archeologa da Padova Giorgia ci ha guidato. Ci lavorano “alpinisti-ingegneri”.
Mi è venuta in mente una cosa, che noi (vabbe’ mi ci metto) come paese facciamo cose impossibili, come riparare ferite in questa meraviglia del mondo e poi caschiamo in una buca sotto casa. Non l’ho detta perche’ fessa.
Ho incontrato tanti italiani lungo il cammino. Un ragazzo di Enna mi ha detto che era il suo terzo giorno nel sito. Bisognerebbe prendersi una settimana per camminarla tutta, Petra. Io potevo starci un giorno solo. Giorgia e una app che funziona benissimo (GoPetra) ci hanno raccontato il film.
A volte succede che se hai visto foto e documentari poi rimani deluso. Non è successo.


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