Aiutiamoci a casa loro. La serie

19 Dic

Quasi un anno è passato. Sabato 21 dicembre va in onda la prima puntata della serie SOLIDALI D’ITALIA, realizzata da Rai Italia. Si parte dal Mozambico, dodici ore di aereo da Roma. Si potrà vedere su Rai Play. Gli Italiani all’estero, invece, se abbonati al canale Rai la potranno vedere live.

Italiani all’estero, italiani che se ne vanno e che, come abbiamo appreso questa settimana, sono sempre piu’ (nel quasi silenzio generale) di quelli che arrivano.
Sono italiani all’estero anche i cooperanti (a loro, ho scoperto, non piace la parola) che ho incontrato in questi mesi. È un pezzo d’Italia che lavora su progetti sorvegliati dal nostro Ministero per gli Affari Esteri e gestiti da una Agenzia italiana per la Cooperazione allo Sviluppo, attiva da pochi anni, che ha eletto venti luoghi nel mondo a sedi di intervento e a dispensatrici di soldi nostri (comunque meno di altri paesi europei). Lo sapevate ?
Questa non è un’informazione raccolta in dossier segreti. È politica estera dei nostri governi, articolata in donne e uomini che hanno studiato spesso relazioni internazionali e poi preso un master in cooperazione o sono economisti, ingegneri, esperti di emergenza, politiche agricole, sanitarie eccetera. Italiani che hanno studiato per fare questo ma spesso hanno cominciato andando a fare i volontari per ONG in areee del mondo dove non arrivano i viaggi organizzati. C’è poi tra ONG e AICS (la cooperazione ufficiale che sta dietro l’acronimo) un reciproco scambio di cooperanti (continuo a chiamarli cosi’) perche’ i contratti a tempo determinato sono spesso motivo di trasloco.

In Italia sono stati censiti quelli che fanno volontariato, non so con quale attendibilità. Comunque circa sette milioni che sembra un grande numero ma ci mette tra i paesi europei in coda. Tra parentesi, gli Stati Uniti d’America (il paese demonio anche per tanti cooperanti) non si reggerebbe senza le fondazioni filantropiche e i volontari ma lasciamo perdere.
Tra i volontari italiani ci sono quelli che sono partiti silenti anni fa spinti da motivazioni religiose o laiche e che continuano ad andare. Ce ne accorgiamo nel caso di tragedie. La passione è la molla iniziale. Anche arruffata, ideologica, fideista etichettatela come vi pare, usando lessico e menefreghismo a scelta. Ma è passione, generosa passione che ci dice che la vita è relazione, incrocio con le vite degli altri e non solo i quattro gatti delle nostre famigliole.
Dopo la passione arriva la professionalità. E arriva un’idea di cittadinanza che non sta dentro il dibattito politico contemporaneo, non solo italiano.
L’Italia, il sistema paese (come amano dire, anche correttamente, quelli che ci mettono dentro le nostre imprese) esce da Lampedusa e arriva in Africa, in Asia, in America Latina, in Medio Oriente. Con i nostri soldi, ripeto. Grazie a Dio.
Ci potranno essere scelte strategiche anche discutibili (non me ne sono occupato) ma c’è una storia che non dimentica che gli italiani all’estero (cognomi italiani) sono tanti come quelli che sono rimasti. E che sono partiti negli ultimi cento anni e partono ogni giorno. Ho provato a raccontare storie, dietro ai progetti.
E ho capito che queste storie in case altre sono roba di casa nostra. Che dovremmo conoscerle. Almeno questo prova a fare Rai Italia.

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