“Il mondo reale” e quello dei Golden Globes

6 Gen

Il monologo iniziale di Ricky Gervais ai Golden Globes puo’ essere riassunto in una battuta. Rivolto ai suoi colleghi in platea ha intimato loro di non fare discorsi “politici” in caso di vittoria. Prendete il premio, ringraziate il vostro agente e il vostro dio e basta perché del mondo reale non sapete niente.
Non è andata poi proprio cosi. Devo dire che io apprezzo quei discorsi di ringraziamento in cui vengono inquadrate le mogli, i mariti, eccetera e poi mi commuovo per le dediche ai figli e ai genitori che non ci sono piu’. Una roba privata che si allarga e ci racconta per qualche secondo chi è nel mondo reale il premiato.
I discorsi che incitano a salvare il mondo possono essere appropriati se partono da una storia propria (esempio, Oprah in passato). Per il resto meglio fare beneficenza, mirata.

I premi hanno deluso Netflix che si era presentata in grande forma all’evento con serie ma soprattutto The Irishman di Scorsese e Marriage Story di Baumbach.
Il film di Scorsese è maestoso ma sembra di averlo gia’ visto, con i protagonisti in una versione meno macchiette (e, naturalmente, piu’ giovincelli).
Marriage Story mi è sembrato il piu’ debole di una ideale trilogia su Scene da un Matrimonio rivisitato. Piu’ coinvolgenti After the Wedding di Bart Freundlich (con Julianne Moore, Michelle Williams, Billy Crudup) e ancora meglio Where’d you go, Bernadette di Richard Linklater (con Cate Blanchett e ancora Billy Crudup). La storia (mondo reale) del marito che non capisce, preso dal suo alibi-lavoro, è raccontata in tutti e tre i film. I mariti alla fine capiscono, in tutti e tre. A volte troppo tardi.
Sono d’accordo invece con i premi a Tarantino. Meno per 1917 che ho visto qualche giorno fa a New York, dove è fuori in quattro cinema prima del lancio ufficiale. Meglio il trailer del backstage che il film, debole nella struttura. Bella l’idea del piano sequenza ma non basta.
Per le serie tv (best drama) ha vinto HBO con Succession. Che te la bevi a fai fatica a mollarla se sei partito a vederla. Ma siamo sempre da quelle parti. Di Billions eccetera.
Avrei dato un occhio a Watchmen o Stranger Things. Che il mondo reale provano a raccontarlo inventandosi realta’ parallele. Tanto che gli straricchi siano quelli di cui parlava Ricky Gervais lo sappiamo gia’.

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