Arancioni forever

21 Gen

Il Corriere della Sera allega al quotidiano un libro di Osho a settimana, nell’anniversario dei trenta anni dalla scomparsa. La celebrazione cartacea si compie ricordando che il maestro ha «lasciato il corpo» ma forse vive e lotta ancora insieme a noi. Detto senza ironia, davvero.
Vivevo a Milano negli anni arancioni di Osho. Gli anni di Macondo  e tanto altro. Un inverno andai a Londra. Raggiunsi la ragazza con cui stavo. Lavoravo nei pub. Avevamo trovato una stanza a Notting Hill che non era quella di oggi. Soprattutto Camden, dove avevano aperto un centro gli arancioni di Osho, era lontanissima o almeno cosi’ ci sembrava. Io ci andai una volta sola (il programma veglia sulla testata del mio letto ). Non mi sentivo portato per la danza svuotapensieri che animava gli incontri. Simona frequento’, se ricordo bene, qualche volta di piu’.
La memoria del Corriere mi ha sorpreso perché mi sembra difficile capire Osho fuori da quegli anni.
Io conservo una memoria tenera di quella Londra, arancione.

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