Le bestie, alè

14 Feb

La storia dei nomignoli affibbiati da Trump ai suoi avversari politici va sotto il livello del mare quando affonda negli apprezzamenti fisici. Ora siamo a Mini Mike. Che sarebbe Bloomberg, sfottuto per la sua altezza. Via Twitter, che è il veicolo della odiosa bulimia.
Qualcuno ha episodicamente replicato sullo stesso terreno. Ciccione, mani piccole, autoabbronzato, capelli con riporto. Ma poi, investito da uno tsunami di tweets, ha in genere desistito.
È il nuovo modo di produzione della propaganda politica. Difficile dire quale sia la risposta piu’ efficace. La Casa Bianca è stata conquistata anche cosi’. Ora accade che Mike Bloomberg e la sua ricca macchina elettorale rispondano al presidente in carica. I managers della comunicazione sociale, a questo punto, potrebbero essere ragazzotti senza masters. Bastano quattro bulletti della porta accanto.
La politica è sempre stata cosi’. La “qualità nuova” di questa semplificazione brutale dei “contenuti” è attribuibile ai soliti social. Bloomberg ha superato Trump negli investimenti su Facebook.
Prende la nostalgia del politicamente corretto. Che a dire il vero a me è sempre piaciuto. Ma che negli anni è stato ridicolizzato, attribuito ad una parte, ecc.
E allora becchiamoci sto schifo.

PS Leggo che sono tanti gli anziani ricchi che giocano con Twitter. Boh.

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