La gita a Chiasso 2

14 ago

La mia gita a Chiasso (e Lugano) alla fine degli anni Sessanta, studente del ginnasio al Parini, era di gruppo.
Prendevamo il treno ed atterravamo in una fantastica bottega di dischi in cui c’erano meraviglie che a Milano non trovavi, nemmeno dai Buscemi.
A volte ci fermavamo nelle piscine pubbliche dove era consentito alle donne prendere il sole topless. Poche lire in tasca, un solo LP per viaggio. Di solito al sabato, di corsa, dopo scuola.
Altre corse, altri mezzi nelle gite a Chiasso di cui sento parlare e leggo, in questi giorni qua, a Cernobbio.
Il decreto appena deciso e’ di 45,5 miliardi in due anni. Pare che i miliardi italiani esportati illegalmente e depositati nelle banche svizzere fossero 300 prima dello scudo. Solo 63 tornarono scudati da quei laghi e montagne, secondo La Provincia di Como¬†(ancora meno, 20, per La Stampa).
E’ nelle banche del Ticino il tesoretto italiano che metterebbe a posto i conti. Basta andare a prenderlo e dare agli svizzeri una mancetta. O chiedere di rendere pubblici nomi e cognomi.
Ma dico cose strane, da vigilia di ferragosto, con la mia amica Marisa, al bar.

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