Poco zen

20 Feb

Mi sono sciroppato tutto il dibattito dei candidati democratici alla nomination per la Casa Bianca, in Nevada. Grande ascolto. Non so se per la prima volta di Bloomberg o per i toni parecchio aggressivi che hanno caratterizzato il confronto.
Tutti contro Bloomberg, il billionaire, che ha barcollato. Non ho niente contro i ricchi, se siedono su una fortuna non ereditata, come Bloomberg. Le eredita’ le abolirei per legge. Un modo semplice per redistribuire ricchezza.
Siamo soliti prendere in giro i filantropi americani. Da imbecilli, che ignorano la storia americana.
Quella che non mi è piaciuta nel dibattito televisivo è stata la virulenza degli attacchi, anche se motivati (non a torto) dalla pioggia di denaro (suo) che Bloomberg sta facendo piovere nella sfida elettorale. L’anziano Bernie Sanders (stessa eta’, 78, di Bloomberg) ha palesato a me pare, come spesso gli accade, la sua irascibilita’.
Che la rivoluzione non sia un pranzo di gala, lo sappiamo caro Bernie, cara Elizabeth.  Ci è mancato poco al finale splatter di Parasite, il film vincitore di Oscar che non è piaciuto a Trump.
I giudici del New York Times non hanno ricavato la stessa impressione. E per David Brooks Sanders ha gia’ vinto la nomination.

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