A Celebration of Life. KOBE

24 Feb



Grazie a Sky Sport ho visto live la celebrazione di Kobe “Mamba” Bryant nel suo Staples Center di Los Angeles. Non è stato un funerale, che quello c’era stato.
È stata una festa. Le richieste dei biglietti avevano superato le 80mila. In 20mila hanno pianto e riso nell’arena che ha visto Kobe giocare, vincere con i Lakers.
Dal giorno della scomparsa, dell’incidente con l’elicottero, la citta’, il basket, l’America hanno perso un pezzo. Si è visto nelle parole degli amici chiamati sul palco. Michael Jordan, una bestia sul campo, il piu’ grande, in lacrime. Shaq il suo compagno, amico-rivale. Ha raccontato quello che gli diceva Kobe quando non passava mai la palla. E la platea è scoppiata in una risata liberatoria.
La moglie di Kobe, Vanessa, ha retto come ha potuto. Ha perso Kobe e la sua figlia di tredici anni, Gianna (Gigi). Le rimangono le altre tre figlie, tutte con nomi italiani. Impossibile non piangere. Vanessa è riuscita ad arrivare alla fine.
Beyoncé, Alicia Keys e Christina Aguilera si sono esibite tra un ricordo e l’altro.
Questo succede in America.

Chiudo con una cosa che mi riguarda. Il funerale di mio padre, a Cernobbio, fu triste. Come accade spesso. Poi il cimitero, la tomba che ho visitato per venticinque anni. E’ il bello dei paesi. Molti anni dopo è scomparsa mia madre. Io e mia sorella non abbiamo voluto un funerale. Alla cremazione c’eravamo solo noi due e la sua cara amica Annmaria. Un mese dopo, a New York dove mia madre ha vissuto, i suoi amici hanno fatto una (piccola) festa. Ognuno ha detto qualcosa di lei. Alla fine abbiamo mangiato e bevuto. La celebrazione di una vita.

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