CASE STUDY, CORONAVIRUS

27 Feb

Bisognera’ tornarci sopra su questo febbraio di coronavirus in Italia e la comunicazione.
Si puo’ dirlo gia’ oggi. In piena crescita del numero di contagiati e morti. Cinque in una sola giornata (record) gli scomparsi mentre viene abbassata la soglia del pericolo. I virologi ridotti a vox populi.
È cambiato solo il modo di produzione dell’informazione.
Dividerei in due stadi nettamente divergenti questo “case study” che dovrebbe diventare paradigmatico per chi studia “stampa e regime” nelle facoltà di comunicazione e scuole di giornalismo che nascono come focolai nel nostro bel paese.

Siamo partiti con il panico assoluto, venduto con il numero crescente di morti e feriti. Zona rossa, check point, esercito. L’Italia come Chernobyl. Lascio perdere il comportamento di opposizione e governo che andrà indagato, fino alle sovraesposizioni e proposte di coalizioni di “unita’ nazionale”.
La seconda fase è quella che stiamo vivendo. Il resto del mondo sembra avviato ad isolarci. Crolla l’economia. Crolla Milano, la citta’ simbolo dell’Italia che tira, funziona e che disegna un paese che non è solo Gomorre e Suburre.
E allora arriva la svolta. Si raccontano quelli che guariscono mentre i vecchietti continuano a morire, non si sa piu’ di cosa. Si riaprono musei e forse gli stadi e le scuole. La metropolitana di Milano non si è mai fermata e mi piacerebbe sapere come si fa in quei vagoni a rispettare “la distanza di sicurezza di due metri” tra gli utenti, potenziali appestandi.
Dall’altra parte dell’oceano il coronavirus deve ancora testare Trump. Wall Street lo sta ferendo e partono teorie complottiste.

Spero non si apra un terzo stadio di questa comunicazione. Vorrebbe dire che il virus si sarebbe consolidato, allargato. Molto meglio finire con questa retromarcia della macchina che non è del fango ma di un lavaggio avrebbe bisogno. Basta andare sulla homepage di un grande quotidiano e vedere se c’è ancora qualcuno con la mascherina. Che ogni virologo piantato in televisione in questi giorni ci ha detto essere inutile, se non ci si trova in una struttura sanitaria e/o si è sintomatici e/o testati positivi.
Non so piu’ dove andare a cercare notizie senza mascherina.

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