Stamo a vede

16 ago

E’ il bello delle primarie americane.
Una partita lunga un anno da gennaio in Iowa fino alle conventions. Nel 2007 ci presero in pochi, di questi tempi, quando i giochi sembravano fatti, tra i democratici, per lady Clinton.
Quest’anno la sfida appassionante e’ in casa repubblicana. Il candidato piu’ presentabile era fino a poco fa (ricordate?) John Huntsman, il fighetto mormone in cui non ho mai creduto e che oggi tutti danno per morto (perche’, cosa e’ cambiato?)
Schifati da Michele Bachmann, i media progressisti che non hanno mai capito un’acca di cosa c’era (c’e') dietro Sarah Palin giudicano inadeguata la rosa attuale della prima squadra di sfidanti e invocano nuovi acquisti.
Il nodo e’ l’America che non ha le redazioni a Washington e New York, che Politico non sa che roba sia, che nemmeno guarda MSNBC, CNN e FOX News (che insieme nel prime time venerdi 12 agosto hanno fatto nella demografica 25-54, 700mila telespettatori). Chi parla a quella pancia, chi intercetta quella rabbia e quella disillusione diventa temibile. Se riuscira’ a spingere gli americani al voto. Che e’ la prima scommessa da vincere in questa eclissi di futuro.

ps ieri dicevo che ferragosto e’ un giorno qualsiasi in America e , infatti, Google si e’ pappata Motorola, cosi’, mentre voi stavate a pranzo

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