Come va in India ?

13 Apr

Mi sono arrivate immagini del giorno di Pasqua dalla ONLUS che sostiene la casa delle bambine di Barasat (Calcutta) che visito ogni anno. Molte, le più grandi, sono state temporaneamente risistemate in altri luoghi.
Altre informazioni mi sono arrivate dalla benemerita Missione Calcutta e dalla sua corrispondente a Calcutta. Ho chiesto di Tanisha, la bambina che ho visto crescere e che vive con la sua famiglia sulla strada da 30 anni a pochi centimetri da altre famiglie. Mi è stato detto che saranno spostati in una casa presa temporaneamente in affitto a fine mese e che stanno bene. E intanto ricevono cibo ogni giorno.


Il lockdown in India è un paradosso senza eguali. Se funziona in quel paese di un miliardo e 350milioni di abitanti, negli slums e nelle strade in cui si mangia e si dorme, allora questo sara’ da raccontare.
Il 30 gennaio si registro’ il primo caso di covid-19. A fine febbraio ci fu la visita ufficiale di Trump, amputata di celebrazioni di massa. Il 24 marzo è stato dichiarato il lockdown, 14 giorni dopo la dichiarazione di pandemia della Organizzazione mondiale della sanità. Della fuga, a piedi, in centinaia di migliaia dalle metropoli verso i villaggi da cui provenivano abbiamo visto immagini. Arundhati Roy su Internazionale (Financial Times) scrive che non erano nemmeno i più poveri quelli che si sono messi in cammino ma chi aveva perso il lavoro e una casa in cui tornare.
Le famiglie come quella di Tanisha sono rimaste sulla strada.
Il virus è diventato l’occasione per una campagna antimusulmana. Il governo Hindu-nazionalista sta mutando le regole della tolleranza nel paese.
La caccia all’untore, fenomeno globale, assume caratteristiche diverse in tante aree del mondo. La messa in sicurezza della popolazione indiana è la grande scommessa di questi giorni, mesi, anni. L’Africa apparentemente silente ci guarda. Se non allarghiamo la nostra “visione periferica” del mondo siamo destinati a non capire. E a non farcela.

Comments are closed.