Che tempo che fa

26 ago

Mia sorella vive in North Carolina , mia moglie e figli sono a New York. Dopo aver visto i telegiornali italiani (“Evacuazione a New York”) ho chiamato tutti. Tornero’ a New York settimana prossima quando Irene sara’ passata.
In North Carolina si abbatte domani l’uragano Irene, che poi continuera’ la sua corsa sulla East Coast a nord, raggiungendo Washington e New York.
Gli americani, maniaci di statistiche, classifiche piazzano Irene tra i massimi uragani nella storia a colpire New York. Di solito in citta’ arrivano spenti, un grande vento e pioggia. Questa volta dicono che sara’ diverso.
Si parla di sicuro blackout e altro. A New York siamo di solito esonerati da terremoti e uragani. Prima il terremoto (a casa mia non se ne sono accorti ) e ora l’uragano. Le cose cambiano.
Ieri straordinario evento in televisione. I telegiornali della sera (18.30) dei grandi networks sono stati spostati di 30 minuti nell’area di New York per fare posto al piano di emergenza annunciato dal sindaco Bloomberg.
In questi casi le reti allnews diventano monotematiche e allargano il loro bacino di spettatori. I metereologi televisivi diventano coconduttori. In America sono gia’ tutti dei personaggi, in alcuni casi autentiche stelle nel mercato della tivu.
Preparati, autorevoli, spiritosi, audaci quando agiscono come inviati. Insomma bravi animali televisivi. Perche’ il tempo e’ una notizia fondamentale. Non una cosa appaltata ad improbabili figurine sexy o imbalsamati militari, come da noi.
Eppure siamo il paese del colonnello Bernacca e di alcuni (pochi) suoi discepoli.
Perche’ nella nostra televisione anche le previsioni del tempo fanno schifo oggi?

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