Calcutta, perché

21 Mag

Un ciclone di proporzioni straordinarie si è abbattuto su Calcutta, nello stato del West Bengal, dopo avere devastato il Bangladesh.  Ho chiesto notizie a chi conosco nella città in cui sono andato tante volte e in cui vorrei tornare presto.
Mi dicono di una tragedia nella tragedia. Ospedali normalmente stracolmi. Distanziamento sociale impossibile. Chi vive nelle strade è stato ricoverato in scuole vicine e ora trascorre la notte in una situazione di “assembramento” che fa male a vederla.
Leggo poi di casi di razzismo  legati al coronavirus (ma sempre latenti) che hanno costretto 350 infermiere a lasciare Calcutta e a fare ritorno nel Manipur, lo stato a nord da cui provenivano.
L’India è estrema, sempre. E Calcutta è la rappresentazione di una condizione umana che oggi mi sembra più prossima.

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