Servizio Sanitario Nazionale, il racconto

31 Mag

Ho recuperato su Rai Play il viaggio dentro il Servizio Sanitario Nazionale (“Quello che serve”) di Massimo Cirri andato in onda venerdi sera su Rai Tre (regia Chiara D’Ambros).
Non conosco Cirri. Riconosco la sua voce, dall’ascolto di Caterpillar, Radio Due.
Cirri parte dalla sua esperienza di sopravvissuto ad un tumore e dalle dottoresse che si sono prese cura di lui. A costo zero, sottolinea più volte. E scava nella storia di questa cosa che in Italia diamo per scontata, la salute per tutti e gratuita.
Parlano in tanti forse troppi (tra gli altri Galimberti, Strada, Gabanelli) e la più incisiva mi è sembrata la mamma della regista.
Ci sono elementi visivi simbolici nel racconto forse superflui.
Quella che rimane è la sottotrama biografica di Cirri, che ha una grazia straordinaria nel porgere il racconto.

Partire dal proprio vissuto è un limite e un vantaggio nella narrazione.
Conservo qualche pezzo della mia storia per fare un paragone tra la sanità italiana e quella americana, che si paga e parecchio, almeno fino ai 65 anni.
Ho avuto un episodio di un tumore (sicuramente meno grave di di Cirri da quello che ho capito).
Ho trovato, in America dove ero, un’assistenza perfetta. Pagata dall’assicurazione che allora avevo.
E potrei dire di altre cose accadute alla mia famiglia sempre assistita a meraviglia, negli Stati Uniti. Non solo “tecnicamente”. Anche con “amore”, da medici e infermieri di tanti paesi, come accade a New York.
La differenza la fanno i soldi. Fino a quando li hai o sei coperto dall’azienda, va tutto bene.
Non starei a fare classifiche “eroiche” tra medici, infermieri italiani e americani.
E aggiungerei che la stessa medicina generica che prendo regolarmente per il cuore costa dieci volte di più in America che in Italia e in questo caso c’entrano le lobbies farmaceutiche.
Per questo ed altro sono importanti le prossime elezioni per la Casa Bianca.

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