Lavoro che non c’è più, che c’è sempre e che boh

15 Giu

C’è una bella differenza tra lo stare a casa e continuare a ricevere denaro e starci perché licenziati. Lascio perdere storie familiari. Dico solo che se eri assunto a tempo indeterminato, a New York, ricevi un’indennità uguale allo stipendio perso per sei mesi. Il problema, doppio, colossale, è che con la perdita del posto di lavoro si perde l’assicurazione sanitaria che in America è legata in grandissima parte all’occupazione.
Lo dico sempre perché mi accorgo ogni giorno di quanto nel paese del “socialismo reale” (l’Italia) non si abbia un’idea di cosa voglia dire precipitare sulla strada.
Non ha senso fare paragoni se peggio la pandemia o la perdita del lavoro. Eppure è un dibattito partito non solo da noi. Un dibattito che assume forza quando la paura del virus sembra attenuarsi e quella di non farcela cresce.

Leggiamo delle meraviglie produttive del lavoro da remoto. E prima avevamo appreso  delle centinaia di migliaia che sono andati a lavorare senza mai fermarsi nelle aree industriali lombarde in piena scalata del virus.
Questa dicotomia paura-denaro è alla radice del lavoro e della rivoluzione in atto. Non per tutti è possibile farlo smart il lavoro.
Il secolo fordista della manifattura, rimosso, mantiene una base solida. E, contraddittoriamente, chiede di rimanere in vita quando si esalta il made in Italy, fino a ieri made in Cina.

Detto tutto questo, ci sono gli Hamptons, assunto a luogo metaforico (mica tanto) globale di chi può lavorare da lontano o anche non lavorare per niente. Serve anche a capire questi giorni di Black Lives Matter. Gli Hamptons bianchissimi, con le spiagge bianchissime ospitano dall’inizio del lockdown gli scappati di casa (da New York).
Ora quello che succede è che molti di questi occupano poltrone da dirigenti in organizzazioni di news e altro. E tanti altri,invece, di quelle organizzazioni ci hanno raccontato le manifestazioni di protesta nel paese, mischiandosi ai dimostranti in tutta l’America. Solo per fare un esempio. Questa cosa comincia a stare sulle palle a tanti. Tanti di più che ai tempi di Occupy Wall Street.
Leggo nello stesso pezzo del New York Times che alcune scuole private starebbero pensando di aprire succursali inseguendo i pargoli degli scappati.
Estate calda, autunno caldo, diversamente caldi nelle città e in campagna, al mare.
Poi si voterà per posta a novembre per la Casa Bianca. E si potrà farlo anche dagli Hamptons.

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