La politica metereologica. Fenomenologia dello spirito di Irene

28 ago

Politica, metereologia, ascolti televisivi si stanno mischiando in questo fine settimana americano, alimentando un occhio del ciclone piu’ grande di quello di Irene, gia’ vasto per conto suo (800 km di diametro, dicono).
Il 29 agosto del 2005 Katrina plano’ su New Orleans e ammazzo’ l’amministrazione Bush, impreparata, latitante, indecisa.
Non c’e’ politico americano che non abbia appreso quella lezione, a qualsiasi livello. Primo fra tutti il detached presidente Obama che ha rinunciato ad una giornata di golf, ha spinto la sua famigliola sull’elicottero ed e’ rincasato a Washington.
Con Obama, il governatore Cuomo dello stato di New York, il governatore Christie del New Jersey, il sindaco Bloomberg di New York hanno chiamato alla piu’ grande evacuazione della storia americana dovuta ad un evento atmosferico ( due milioni e trecentomila persone teoricamente coinvolte).
Il Weather Channel americano ha subito battezzato Irene “the storm of a lifetime”, la tempesta di una vita, di sempre, della storia. Una sciocchezza straordinaria che non solo dimentica Katrina ma anche Rita, Andrew, Floyd, Hugo, per dire solo di alcuni degli uragani devastanti nella memoria di tutti in America.In queste ore Irene entra a New York. Milioni di cellulari, macchine fotografiche sono pronti a fotografare l’inferno di cristallo. Vediamo se la fenomenologia dell’allarmismo era solo politica metereologica. Oppure no.






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