La televisiun cancellata

30 Ago

La televisiun la g’ha na forsa de leun
la televisiun la g’ha paura de nisun
la televisiun la t’endormenta cume un cuiun

Più l’ultima strofa della canzone di Jannacci che le altre due, almeno in America.
La Nielsen ci ha detto che l’ascolto televisivo delle quattro sere di convention repubblicana è sceso del 21% rispetto al 2016. E del 17% quella democratica.
Probabilmente si è verificata una crescita esponenziale dello streaming, che poi è come anch’io ho seguito quelle recite scontate.

Quella che però oggi è la notizia che fa storia è un’altra.
The New York Times ha cancellato, dopo 81 anni, la pagina che ci diceva cosa c’è oggi in televisione. La pagina con le reti e gli orari dei programmi!
Basta, chissenefrega. Cercateli sul computer se proprio li volete sapere.
La pagina era rimasta solo nell’edizione di New York. Era già stata abolita nel resto del paese e quindi ci sono ragioni di ottimizzazione del prodotto.
Non è comunque un segnale da poco. E non saranno contenti in tanti, tra gli anziani telespettatori. Ma così va il mondo da quelle parti. E ora che le televisioni sono rimaste senza pubblico sugli spalti degli avvenimenti sportivi la platea si è ristretta anche a casa. Vanno forte i canali che una volta si chiamavano di nicchia. Compreso quelli che dispensano informazione, schierata.
La televisiun è smart, caro Jannacci.

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