Di moda

26 Set

Non ho mai visto la moda esondare come in questi giorni su stampa e tivù.
Tempo di sfilate declinate nella filiera del virtuale.
Poche settimane fa fa il New York Times Magazine ha raccontato il trionfo dei sweatpants. Dei pantaloni della tuta. Quelli che non metto nemmeno in casa, da solo.
L’abbigliamento COVID sta forse distruggendo un’industria, una storia. Soprattutto nostre.
Leggo però che in Cina appena un negozio di un grande marchio riapre si verificano assedi, assalti. In persona, come diciamo noi quando facciamo le riunioni, distanziate.
Crescono poi mercati di nicchia vintage. Pare ci sia domanda di tempi andati più che di futuro.
Studiare la domanda di moda oggi è più interessante di quella degli scaffali dei supernercati.

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