September 11. Musulmani americani

30 ago

Sono meno del due per cento della popolazione. Per molti di loro non e’ stato facile essere musulmani-americani, dopo l’undici settembre.
Proprio oggi sul Washington Post ho letto di una ricerca del benemerito Pew Research Center per cui la meta’ dei musulmani americani dice che i loro leaders non hanno fatto abbastanza per condannare l’estremismo islamico.
Tra loro il gradimento della presidenza Obama e’ stabilmente alto, al 79% , molto oltre la media nazionale ( nel 2007 il 69% disapprovava il lavoro dell’amministrazione Bush).
Nel Congresso americano sono due i rappresentanti musulmani. Uno, Keith Ellison del Minnesota, e’ un convertito. Lo vedrete domenica nel documentario su Rai Tre di cui continuo a parlare in questi giorni in cui ci avviciniamo ai dieci anni da quel giorno.
E’ straziante Keith Ellison quando racconta la storia di Mohammad Salam Hamdani, ragazzo americano musulmano morto nelle torri. Sono andato a trovare la mamma di Salam, una signora di origine pakistana che oggi vive ad un paio di ore da New York.
Mi ha detto come l’America abbia rappresentato per lei, suo marito e i suoi tre figli maschi la terra delle opportunita’, della liberta’. Ci crede ancora e nel racconto che fa escono fuori la sua fede, il suo coraggio, la sua tosta determinazione.
E’ una storia incredibile quella di Talat, la madre di Salman. Una storia che mi era stata raccontata alla Columbia University dalla professoressa Mary Marshall Clark, che e’ a capo del dipartimento di storia orale. Per un gioco di rimandi che sempre si determina in questo mestiere, la professoressa Clark mi ha suggerito di intervistare Alessandro Portelli, di cui avevo letto tante cose americane.
E non chiedetemi perche’ uno come Sandro Portelli non e’ fisso in televisione a spiegarci cosa succede in quel paese che conosce come pochi, in Italia.

Comments are closed.