LOST, a New York. 11 settembre, dieci anni dopo

26 Set

Si e’ detto che il romanzo e il film definitivi sull’undici settembre non siano stati ancora realizzati. La televisione che e’ mezzo piu’ transitorio, piu’ permeabile a scrivere una storia aperta, ad evocare senza approfondire, a raccontare il tempo in cui viviamo in un flusso di citazioni senza gerarchie (anche scomposte) sta riempiendo di undici settembre (dieci anni dopo) questo inizio di stagione.
Tre esempi , molto diversi, nella stessa giornata di domenica 25 settembre, mentre sto scrivendo.
Nel primo episodio di The Good Wife, Alicia difende uno studente musulmano accusato di avere ucciso un compagno di classe ebreo.
Nel primo dei Simpsons, Homer e’ minacciato da un terrorista ucraino.
60 Minutes, il newsmagazine, apre la stagione con il primo pezzo sul controterrorismo americano.
Piu’ preciso e’ il riferimento all’undici settembre nella prima puntata della nuova serie, “PERSON OF INTEREST”, partita con un buon risultato di ascolto sulla CBS giovedi scorso (13.2 milioni di telespettatori) e subito replicata, sempre in prime time, sabato.
C’era grande attesa per il debutto della serie perche’ la manina che c’e’ dietro e’ quella del creatore di Lost, J.J.Abrams. Person of Interest e’ scritto da Jonathan Nolan, fratello del piu’ famoso Christopher regista e insieme autori di Batman al cinema. Abrams ha altre due serie in arrivo nella stagione su Fox e qua e’ executive producer. Nel frattempo e’ occupato anche nei sequels di Mission Impossible e Star Trek. In tempi di disocuppazione non ci dobbiamo preoccupare per J.J. e il suo amico Spielberg, al lavoro su una dozzina di fronti.
Nolan e Abrams sono uniti dalla passione per i supereroi e questo si vede parecchio in Person of Interest. Gia’ la scelta del protagonista, Jim Caveziel che qualsiasi cosa fara’ rimarra’ sempre Gesu’ ( nonostante La sottile Linea Rossa ) la dice lunga. Nella prima scena John Reese (Caveziel) sembra un homeless, e’ sulla metropolitana e viene affrontato e deriso da una gang di giovanotti che lui lascia tramortiti, uno dopo l’altro. La scena e’ ripresa da una camera fissa e scopriamo cosi’ che tutta la citta’, New York, e’ monitorata come effetto dell’undici settembre.
Da allora una grande macchina , inventata da Mr.Finch, ci sorveglia, screma i terroristi dai semplici bad guys e di questi bad guys si occupa Person of Interest. Salta fuori cosi Mr. Finch (il Ben Linus di Lost), billionaire dell’industria dei softwares, che assume l’ex agente della CIA e supereroe John Reese per dare la caccia, preventivamente, ai cattivi che si agitano nella citta’, New York. Le torri vengono nominate un paio di volte (quando gli aerei si abbattono sui grattacieli non vediamo le immgini e la televisione e’ presa dal retro, come una citazione). La parola Lost compare di tanto in tanto, nemmeno tanto subliminale.
Naturalmente girato e montato bene, grande musica a sostegno, a me pero’ la citazione che viene in mente e’ quella del Giustiziere della Notte di Bronson ( e anche tante cose di Clint Eastwood, ma fino a qua non ci arriviamo). Abrams probabilmente pensa piu’ ad un cartone animato ma ammazzamenti e saggi di arti marziali fioccano come neve nello scorso inverno a New York. Gli autori ci vogliono dire che da dieci anni viviamo sorvegliati, che tutto si sa di noi. Ci fanno penetrare nelle paure (e la vita privata) degli altri, che le nostre dovremmo piu’ o meno conoscerle. Dovremmo vedere un caso chiuso a settimana ma sospetto ( e spero) che ci sia una linea di racconto piu’ intricata che lega i protagonisti. Altrimenti che c’entra l’autore di Lost ? Ma mio figlio, a cui Person of Interest e’ piaciuto, dice che no papa’, tu cerchi sempre significati che non ci sono. E’ solo televisione (buona o cattiva) e rilassati.

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