Golden Globe Awards, la televisione come il cinema

17 Gen

I GOLDEN GLOBES  vengono dopo il CRITIC’S CHOICE  e prima degli ACADEMY AWARDS, gli OSCAR. Sono in una terra di mezzo che di solito e’ l’anteprima per la consegna delle statuette piu’ importanti. E’ una catena di Sant’Antonio che lega un premio all’altro e tutti, piu’ o meno, quest’anno ad AARON SORKIN, l’OMERO dei bei tempi nostri e a MARK WAHLBERG, l’attore di THE FIGHTER e uno dei producers di BOARDWALK EMPIRE, il volto e il cervello, esterni e interni, della nuova testa migliore di Hollywood.
Sono i Golden Globe Awards alla loro edizione numero 68 e a decidere i vincitori sono i membri dell’associazione della stampa estera di Hollywood (leggo sul New York Times di una causa promossa da qualcuno che ha lavorato per 17 anni per l’associazione e ora dice che gli studios pagherebbero per fare premiare i loro prodotti…). Viene premiato il meglio del cinema e della televisione insieme, stesso campionato, stessa Champions League.
Quando si e’ materializzata sul Red Carpet BETTY DRAPER di Mad Men (l’attrice January Jones) in un Versace rosso che lasciava esposta molta pelle bianchissima per me e’ partita la serata. Un’ora di Red Carpet dalle sette alle otto di sera su NBC, prima delle tre ore di show. HELEN MIRREN ci ha detto che la collana di Cartier al suo collo era una cosetta da un milione e mezzo di dollari. CATHERINE ZETA JONES  e MICHAEL DOUGLAS i piu festeggiati. ANNE HATHAWAY forse la piu’ avvenente ma mamma mia quanto sono magre tutte queste attrici avvolte in abiti piu’ o meno dorati.
RICKY GERVAIS (da THE OFFICE) e’anche quest’anno il presentatore che ogni volta che apre bocca gela i presenti attovagliati. Sorrisi forzati.
E quando arriva il primo premio televisivo e’ per Best Mini-Series o TV movie e a vincere non e’ THE PACIFIC di Spielberg – Tom Hanks (come al Critic’s Choice) e nemmeno il mio preferito YOU DON’T KNOW JACK con Al Pacino (che poi vince per miglior attore in una tv series) ma CARLOS, la serie francotedesca.
Piu’ prevedibili le vittorie del giovane CHRIS COLFER e JANE LYNCH di GLEE (che vince anche come migliore serie musicale), BOARDWALK EMPIRE (migliore tv series drama) e STEVE BUSCEMI, miglior attore in un tv drama, sempre per Boardwalk.
Quando ritira il premio per la migliore sceneggiatura (THE SOCIAL NETWORK) Aaron Sorkin potrebbe anche sembrare Marchionne ma e’ solo American: “Elite is not a bad word but an inspirational one”, dice Aaron rivolto alla figlia a casa (elite non e’ una parola brutta ma fonte di ispirazione). Meritocrazia. Per questo esistono i premi (che non vogliamo credere mai siano truccati, o no?).

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